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Chi è Diana Carbone?

Qualche breve informazione per conoscere Diana Carbone, la poliziotta protagonista del giallo Rifiuti Pericolosi.

Diana Carbone nasce in una piccola frazione di Lamezia Terme (Bella) in provincia di Catanzaro nel 1972.

Prima di compiere i dieci anni, la malavita le uccide il padre, un piccolo trasportatore di rifiuti. Diana rimane con la madre che da casalinga trova lavoro in una bottega del paese.

Frequentato il liceo scientifico, decise di trasferirsi a Milano dove si laurea in Scienze Ambientali, con specializzazione nel settore dei rifiuti. Proprio in questo ambito trova la sua prima occupazione in un’azienda che si occupa di recupero della plastica.

Un paio di esperienze ancora e poi la decisione di entrare nel corpo di Polizia.

L’entrata nella Polizia

Entra nel Commissariato di Abbiategrasso dove diventa sovrintendente capo, sotto la guida dell’ispettore Luciano Bosetti che ben presto oltre a farle da guida professionale, le mostra l’affetto quasi fosse un “secondo” padre.

Grazie alle competenze universitarie affronta indagini che hanno a che fare con il mondo dei rifiuti, dove la criminalità e non solo sono sempre più presente.

Diana è una donna determinata, a volte troppo, ma grazie a Bosetti e al freno che l’ispettore le impone, il rischio di errori si riduce.

Nel tempo libero ama rilassarsi con della birra artigianale, magari davanti alla televisione guardando delle serie tv o ascoltando i suoi gruppi musicali preferiti: i Nomadi e i Queen.

Per conoscere Diana Carbone, dobbiamo affermare che con gli uomini ha un buon rapporto. Dopo il fidanzamento con un ex-collega, fa fatica a legare con un maschio per paura di perderlo o di perdersi.

Dal punto di vista fisico è un concentrato di bellezza mediterranea, non molto alta, dai capelli folti e scuri e dagli occhi castani.

La figura di Diana mi è stata ispirata da una famosa attrice italiana, protagonista di film e serie televisive.